Pianta Chiesa Romanica
July 31st, 2008Notre-Dame di Parigi (tavola III, pianta), in cui i pilastri della navata hanno tutti lo stesso spessore. Essa inaugura la pianta bislunga delle volte della navata centrale, ed anche la galleria di passaggio sopra le navate laterali, galleria che rimpiazza il matronèo dell'arte gotica primitiva. In piazza Mentana si trova la chiesa di San Filippo del 1640 costruita su disegno di Lorenzo Scelli, spoletino.
L'interno rinnovato dall'Arrigucci in epoca barocca e completato nel '700 dal Valadier, a tre navate con pianta a croce latina, conserva il pavimento della navata centrale fatto a mosaici geometrici (originale del XII secolo) e custodisce numerose opere d'arte.
L’antica chiesa paleocristiana alla quale apparteneva questo fonte era ad aula unica, con due ambienti laterali di forma rettangolare, uno per ciascun lato.Le facciate esprimono in maniera netta la sezione e la pianta; i rosoni, che sembrano destinati solo ad illuminare la parte superiore delle navate, svolgono anche un ruolo di puntellamento mentre alleggeriscono la costruzione; gli archi di spinta neutralizzano la spinta della volta, della navata al traverso dei pilastri, mentre il loro estradosso serve allo scorrimento delle acque piovane.
Nelle vicinanze di via dell'Arco di Druso è stato riportato alla luce un Tempio Romano che faceva parte dell'antico Foro e, nel recinto del tempio (grande cella rettangolare nella quale è visibile una colonna) sorse una chiesa paleocristiana. Vi si accedeva tramite alcuni gradini; il fonte era a pianta esagonale e i catecumeni venivano battezzati per immersione. Foro e la chiesa consentì la realizzazione della chiesa di Sant'Isacco collegata con la cripta di Sant'Isacco, costruita nel Medioevo sui resti del tempio romano. La cattedrale di Ratisbona è francese di struttura e di pianta.In piazza Garibaldi si trova la chiesa di San Gregorio Maggiore, del 1079, la cui costruzione fu terminata nel XII secolo.
Sappiamo , infatti, che la spinta delle volte della navata agisce non sui pilastri della navata, ma in senso obliquo, come è indicato nella tavola Il (sezione trasversale di una chiesa gotica).
Come le antiche pievi, la chiesa è circondata da un cimitero, rifatto nel 1814 ma che conserva lapidi funerarie a partire dal 1391; per la sepoltura dei Cevesi fu utilizzato fino agli anni '50. La copertura della navata unica è a capriate, in legno, come quella originaria romanica, nascosta con gli interventi di restauro del 1814, allorché fu eseguito un controsoffitto piano per tutta la lunghezza dell'edificio. In via Saffi possiamo ammirare la chiesa di Sant'Eufemia, edificio basilicale sorto nel X secolo nel recinto del vescovado. Noyon è ancora romanica per la sua pianta, che prende i suoi transetti semicircolari dalle chiese dell'arte romanica in Renania. Edificio a pianta ottagonale eretto nel 1527 per voto, dopo il Sacco di Roma che si trova scendendo verso piazza della Signoria. Nelle vicinanze si erige la chiesa di San Ponziano (santo patrono di Spoleto), costruzione romanica del XII secolo con la facciata sormontata da un grande timpano del XIV secolo. Sotto la chiesa di San Nicolò si trova la chiesa della Misericordia che presenta due portali del Trecento. All'inizio della strada che sale per Monteluco, sorge immersa nel verde la chiesa di San Pietro, costruzione romanica del XIII secolo. Le porte in legno della chiesa e l'altare sono elementi recenti, integrati durante l'opera di restauro, conclusasi nel 1989, che ha portato al consolidamento della struttura ed alla riconsacrazione come luogo di culto. Rouen troveremo i capolavori dei XIV secolo, come il coro della chiesa di Saint-Ouen e i due portali dei transetti della cattedrale, il portale de la Calende e il portale dei Libraires. San Giuliano del XII è invece sorta sui resti di una chiesa del VI secolo.Poco più avanti della chiesa di Sant'Eufemia, continuando a salire si arriva alla piazza dove sorge il Duomo, stupenda costruzione romanica del XII secolo sorto sul luogo dell'antica Cattedrale distrutta nel 1155 da Federico Barbarossa e terminato alla fine del XIII secolo.
Uscendo da Porta Garibaldi ed attraversando la via Flaminia si percorre la via della Basilica di San Salvatore che ci conduce alla chiesa omonima.Sono stati ritrovati i resti di un forno (forse utilizzato per scaldare l’acqua) e il fonte a pianta ottagonale con gradini per discendere nel catino.
La mancanza di cappelle laterali dà per conseguenza una pianta molto chiara e armoniosa.
Pontenove, provvisto di addirittura due fonti battesimali, il più antico dei quali risalirebbe al V o al VI secolo (vedi pianta). Giovanni fino al XVI secolo, quando fu demolito, è inserito all’interno di un edificio posto di fronte all’attuale chiesa, a circa una trentina di metri. Ebbe varie vicissitudini storiche e nel 1155 Federico I di Barbarossa di Svevia scese in Italia ma Spoleto per affermare la sua devozione alla Chiesa si oppose all'imperatore ma venne vinta e distrutta perdendo l'egemonia militare che fino a quel momento l'aveva vista al centro di un vasto territorio. In piazza San Domenico sorge la chiesa che è una costruzione gotica della fine del XIII secolo che custodisce all'interno una Pala di Giovanni Lanfranco ed affreschi del XV secolo di scuola umbra. Bourges è l'unica di questo periodo ad avere ancora una volta a sei scomparti a pianta quadrata. Nei pressi della Cinta Muraria sorge la chiesa di San Nicolò con un bell'abside con alte bifore, distrutta da un incendio nel 1849 e restaurata nel 1974. V secolo si trova ora fuori dai muri perimetrali dell’attuale chiesa. La chiesa di Sainte-Cécile ad Albi non ha archi di sostegno, ma dei contrafforti a forma di torrette che fanno un aggetto profondo all'interno, incorniciando le cappelle laterali. Notre-Dame di Digione, le chiese di Nevers, di Auxerre, di Semur; in Svizzera, la chiesa di Losanna. San Pantaleo di Dolianova (con la quale ha parecchie cose in comune), e mostra tratti comuni pure con la chiesa di San Pietro di Villamar (sec XIII).Sens ha subito tante modifiche che vi si distingue con difficoltà la pianta primitiva; vi troviamo, come a Noyon e a Laon, l'arco spezzato insieme all'arco a tutto sesto.